SSC Bari, c'è la svolta per il San Nicola: De Laurentiis accetta le condizioni di Leccese (CB)

Accordo in extremis tra la proprietà e il Comune di Bari. Firmata la concessione dell'impianto per scongiurare la mancata iscrizione in Serie C.

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SSC Bari, c'è la svolta per il San Nicola: De Laurentiis accetta le condizioni di Leccese (CB)

Si è sbloccata a poche ore dalla scadenza federale del 16 giugno la complessa trattativa per l'utilizzo dello stadio San Nicola. Dopo settimane di forte contrapposizione istituzionale seguita alla retrocessione, il presidente Luigi De Laurentiis ha formalmente accettato le tre condizioni inderogabili poste dal sindaco Vito Leccese, permettendo così alla SSC Bari di completare la documentazione necessaria per l'iscrizione al prossimo campionato di Serie C.

Il primo cittadino, pur definendosi preoccupato ma guidato dal buon senso per tutelare il patrimonio sportivo locale, ha ottenuto dalla Filmauro precise garanzie su tre fronti specifici:

Il piano di vendita e l'uscita anticipata: L'impegno a presentare un chiaro piano industriale orientato alla cessione del club, da concretizzarsi possibilmente prima del termine ultimo del 2028 imposto dalle norme sulla multiproprietà.

L'istituzione di un Comitato di Garanzia: Un organo di controllo nominato dallo stesso sindaco, che farà da tramite istituzionale tra la città e la presidenza.

Al netto delle perplessità espresse da una tifoseria visibilmente delusa – che in larga parte si interroga sulle reali prospettive future e sui passati sondaggi esplorativi del club verso impianti alternativi della regione –, la concessione del San Nicola rappresenta in questo momento l'unica strada percorribile per evitare la scomparsa del calcio professionistico da Bari.

Gli interrogativi aperti sul futuro del calcio barese

La firma sul fitto dello stadio risolve l'emergenza burocratica, ma non cancella le tensioni di fondo. Il monitoraggio da parte delle istituzioni, della stampa e della tifoseria dovrà rimanere costante rispetto ai tempi effettivi della futura cessione.

Resta da verificare come si muoverà l'ambiente nei prossimi mesi. La stampa locale continuerà a garantire la consueta e rigorosa copertura informativa, nonostante le recenti frizioni, o sceglierà una linea di distacco? E la tifoseria, profondamente ferita dalle dinamiche societarie, riuscirà a ritrovare compattezza attorno alla squadra della propria città?

Una parte della piazza ha manifestato posizioni estreme, preferendo l'ipotesi di una ripartenza dai dilettanti pur di assistere a un cambio di proprietà; scenari che spingono molti a riflettere sulla necessità di non farsi trovare impreparati qualora le promesse di vendita non dovessero tradursi in realtà.

Per l'amministrazione comunale si è trattato di una scelta quasi obbligata, dettata dalla responsabilità di non privare la comunità del proprio simbolo sportivo principale. Quella che si apre è un'estate che si preannuncia caldissima e che richiederà massima vigilanza per capire se le rassicurazioni firmate a Palazzo di Città troveranno un riscontro concreto sul campo.