Il futuro del calcio a Bari si trova sospeso davanti a un bivio pericolosissimo, e il tempo a disposizione per evitare un clamoroso vicolo cieco sta per scadere. La frattura tra l'amministrazione comunale e la SSC Bari della famiglia De Laurentiis è ormai totale, sancita dalla decisione del sindaco di non concedere l'utilizzo dello stadio San Nicola alla proprietà capitolina. Una scelta drastica che, se da un lato risponde a dinamiche di rottura politica e societaria evidenti, dall'altro apre uno scenario inquietante per l'intera comunità sportiva biancorossa.
Nessuno mette in discussione la facoltà — e talvolta il dovere — di un primo cittadino di tutelare il patrimonio pubblico e di pretendere massima trasparenza e programmazione da chi gestisce il principale club cittadino. Tuttavia, la rigidità istituzionale rischia di trasformarsi in un boomerang devastante se priva di un paracadute immediato.
Ed è proprio su questo punto che si concentra la riflessione più profonda: se si decide di chiudere le porte del San Nicola all'attuale governance, il sindaco deve necessariamente avere già in tasca una soluzione alternativa, solida e immediatamente cantierabile.
Il rischio concreto di un anno zero
Bari non è una piazza qualsiasi; vive di una passione viscerale che non può essere messa in standby o, peggio ancora, sacrificata sull'altare dei dissidi tra palazzo ed entourage societari. Negare lo stadio senza un "Piano B" già strutturato — che sia una nuova cordata pronta a subentrare, un azionariato diffuso o un traghettatore credibile — significa esporre la città al rischio concreto di rimanere senza calcio.
La linea editoriale di Calcio Barese su questo punto è ferma e pragmatica: la tutela della fede biancorossa viene prima di ogni personalismo o strategia politica. Se la rottura con i De Laurentiis è considerata definitiva e irreversibile, l'amministrazione ha il dovere morale e istituzionale di scoprire subito le proprie carte. I baresi hanno il diritto di sapere quale futuro li attende, perché l'unica cosa che questa piazza non può assolutamente accettare è il silenzio di un rettangolo verde vuoto.