Nelle ultime ore, l’ambiente calcistico barese è scosso da un fitto tam-tam di voci legate a un possibile clamoroso ritorno in Serie B attraverso la porta di servizio dei ripescaggi. Al centro dei riflettori c’è la complessa situazione societaria della Juve Stabia, club campano che sta affrontando settimane cruciali in vista della scadenza per l'iscrizione al prossimo campionato, fissata per il 16 giugno. Sebbene l'udienza del 3 giugno al Tribunale di Napoli abbia aperto importanti spiragli di luce per la continuità del club stabiese, le incertezze burocratiche mantengono vivo l'interesse di chi, come il Bari retrocesso sul campo, osserva alla finestra sperando in un ribaltamento extra-sportivo.
Dalle pagine di calciobarese.it, però, vogliamo mandare un segnale forte, chiaro e controtendenza: noi siamo fermamente contrari a questa ipotesi e facciamo apertamente il tifo per la Juve Stabia.
Bisogna essere onesti intellettualmente con noi stessi e con la nostra storia. È innegabile che tra le due tifoserie esistano vecchie ruggini e attriti storici, testimoniati in passato anche da severi provvedimenti di ordine pubblico, ma la rivalità ultras deve fermarsi davanti ai valori dello sport. La verità, per quanto dolorosa, è che il Bari ha ampiamente meritato la retrocessione sul terreno di gioco. Un verdetto figlio di una gestione societaria inadeguata e di una dirigenza incapace, che ha allestito una rosa di giocatori mediocri non all'altezza della piazza. Al contrario, i campani hanno sputato sangue sul rettangolo verde, conquistando una salvezza legittima con il sudore e il merito sportivo.
Noi baresi sappiamo fin troppo bene cosa significhi sprofondare nell'inferno del fallimento societario e dover ripartire dai campi polverosi della Serie D. Abbiamo vissuto sulla nostra pelle quel dramma sportivo ed economico, ed è proprio per questo motivo che non possiamo e non vogliamo augurare la retrocessione "nei tribunali" a nessun’altra tifoseria. La gioia del calcio risiede nelle vittorie conquistate novanta minuti dopo il fischio d'inizio, non tra i faldoni dei giudici.
Questa situazione evidenzia ancora una volta i limiti dei regolamenti attuali. Per il futuro del calcio italiano ci vorrebbe una riforma seria: nei casi in cui una società avente diritto non riesca a iscriversi, la precedenza assoluta nei ripescaggi non dovrebbe andare a chi è retrocesso dalla categoria superiore, bensì alla migliore seconda della categoria inferiore, ovvero a chi ha perso la finale dei playoff dimostrando fino all'ultimo giorno di meritare quel salto di categoria.
Il verdetto del campo va accettato, sempre. Auguriamo alla Juve Stabia di risolvere i propri problemi societari; al Bari spetta invece il compito di ricostruire da zero, con una nuova dignità, la propria scalata verso il calcio che conta.
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