Il verdetto del campo, visibile anche nella drammatica cronaca di queste ore, recita una verità inappellabile: il disastro biancorosso è compiuto. Lo zero a zero del "Druso" contro il Südtirol mette la parola fine al tormento, certificando la retrocessione. Un epilogo che non lascia spazio a scuse, a giustificazioni o a analisi superficiali: siamo davanti al fallimento totale, assoluto e tondo di una presidenza che ha spento l'entusiasmo di una città intera.
Tutti responsabili, nessuno escluso
Quando si consuma un collasso di questa portata, la responsabilità è collettiva, ma la testa del progetto è quella che decide la direzione. Dai calciatori, scesi in campo senza la bava alla bocca necessaria per salvare la categoria, ai dirigenti che hanno avallato scelte cervellotiche, fino alla vetta della piramide societaria. Nessuno può considerarsi esente da colpe. Chi ha gestito il Bari in questa stagione ha dimostrato una totale asimmetria tra le potenzialità della piazza e i mezzi messi a disposizione. Un paradosso incomprensibile se si guarda ai successi e alla solidità che la stessa proprietà riesce a garantire altrove, configurando a Bari un progetto semplicemente indecifrabile e strutturalmente deficitario.
Una tifoseria profondamente offesa
Il danno più grande, tuttavia, non è solo economico o di categoria. È un danno morale inferto a una tifoseria encomiabile, che anche a Bolzano ha riempito il settore ospiti sobbarcandosi chilometri, spese e sacrifici familiari, ricevendo in cambio uno spettacolo indegno. La passione dei baresi non è un rubinetto da cui attingere a piacimento, né una variabile di contorno. È il patrimonio immateriale più prezioso della città, ed è stato calpestato da una gestione priva di empatia, distaccata, quasi indifferente alle sorti sportive del club.
L'invito a lasciare la città
Davanti a questo cumulo di macerie, non esistono margini per la ricostruzione sotto questa egida. Il tempo dei bonus, dei chiarimenti e delle promesse è scaduto a Bolzano. Ve lo scrivo in Barese:
S C I A T A V I N !
Lasciate Bari. Il ciclo si è chiuso nel peggiore dei modi e un'ulteriore permanenza rischierebbe solo di esacerbare gli animi e prolungare un’agonia calcistica insostenibile.
L’augurio, la speranza e l'auspicio di tutto il popolo biancorosso è che Bari possa trovare al più presto una nuova guida societaria. Qualcuno che non veda questo club come una succursale o un enigma finanziario, ma che sappia amare, rispettare e valorizzare una piazza che ha una fame immensa di vero calcio.
Si chiuda questa pagina buia. Bari merita rispetto!