Noi di Calciobarese.it siamo abituati a raccontare il campo. Conosciamo l'odore dell'erba e la polvere dei campi di periferia, quelli dove il risultato è sacro ma la maglia lo è di più. Proprio per questo, davanti al fallimento della Ternana, non possiamo e non vogliamo restare indifferenti. Qui la rivalità sportiva non c'entra: qui si parla di un'anima che viene strappata a una città.
Un sistema da rifondare
Assistere alla scomparsa di una realtà storica tra le mura di un tribunale, a colpi di carte bollate, è una sconfitta per l'intero sistema calcio. Troppi personaggi, troppi stipendi gonfiati nei palazzi della politica sportiva e troppe pretese economiche per club che dovrebbero rappresentare comunità, non semplici bilanci. Fare calcio oggi è diventato un esercizio di equilibrismo finanziario, accessibile quasi solo a fondi stranieri dai contorni spesso poco trasparenti, che faticano a comprendere cosa significhi davvero la domenica per un tifoso italiano.
Per un calcio più umile e meno politico
Il grido che si leva dai gradoni, anche dai nostri del San Nicola, è chiaro: il calcio deve tornare a essere "umile". Deve smettere di essere un terreno di scontro politico e amministrativo per tornare a essere lo sport di tutti. Quando una società fallisce, non falliscono solo i dirigenti, ma fallisce il sogno di un bambino che indossa la maglia della sua città e l'identità di un intero popolo.
Solidarietà oltre i colori
Da Bari vogliamo inviare un messaggio di profonda vicinanza a tutti i tifosi della Ternana e a chiunque abbia visto la propria passione calpestata dalla burocrazia e dalle cattive gestioni. Non è così che deve finire. Il calcio deve essere deciso dai gol, non dalle sentenze. Perché ogni volta che una piazza storica sparisce dalla geografia del pallone, è una parte della nostra cultura sportiva che muore.
Oggi non ci sono bandiere diverse: davanti a queste ingiustizie, perdiamo tutti.