Senza dignità, senza scuse: il teatrino dei giocatori sotto la curva è un insulto al popolo barese - CB

Una sfilata ipocrita che offende 500 cuori feriti: dopo il disastro di Avellino, il rispetto si dimostra con i fatti, non con i gesti di facciata.

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Senza dignità, senza scuse: il teatrino dei giocatori sotto la curva è un insulto al popolo barese - CB

C’è un limite a tutto, anche alla pazienza di una piazza che ha visto calpestata la propria passione troppe volte. Quello che è andato in scena al termine di Avellino-Bari non è stato un atto di rispetto, ma l’ennesimo atto di un teatrino stucchevole.

Vederli lì, schierati sotto il settore ospiti dopo una prestazione indegna – l’ennesima di una serie infinita – fa sorgere una domanda spontanea: perché siete andati sotto la curva?

Si va sotto il settore dei propri tifosi per orgoglio, per chiedere scusa con il peso del fallimento sulle spalle, o per trarre forza. Ma per chiedere scusa serve aver lottato, e ieri sera, come troppe altre volte, di lotta non se n’è vista traccia. Non c’è un filo di attaccamento alla maglia, non c’è rispetto per una città che vive di questi colori, non c’è la percezione del baratro che si chiama Serie C.

500 eroi derisi

I 500 ultras che hanno riempito il settore ospiti in un venerdì sera, macinando chilometri per l'ennesima trasferta di sacrifici, meritavano tutto tranne che quella sfilata silenziosa. Sono andati a sostenere il Bari e si sono ritrovati a essere derisi dalla tifoseria rivale, costretti a guardare una squadra con un piede nella fossa che non accenna nemmeno a un sussulto di dignità per evitare la retrocessione.

Essere derisi in casa dei rivali storici è una macchia che non si cancella con un cenno della mano o uno sguardo basso.

Meglio il silenzio (negli spogliatoi)

Fate un favore a tutti: la prossima volta evitate. Risparmiateci la passerella dell'ipocrisia. Se il risultato è questo, se l’atteggiamento è questo, l’unico posto dove dovreste andare a fine gara è lo spogliatoio. Andate a vergognarvi lì dentro, lontano dagli occhi di chi spende soldi, tempo e salute per seguirvi.

La società ha scelto il silenzio stampa? Bene, voi scegliete il silenzio dei fatti. Non serve a nulla metterci la faccia se poi sul campo non ci mettete il cuore e le gambe. Questa maglia pesa, e oggi sembra che nessuno di voi sia in grado di portarla.