Non chiamatela semplicemente partita di calcio. Venerdì sera, quando il Bari varcherà i cancelli del "Partenio-Lombardi", non troverà solo un avversario sportivo, ma un ambiente che aspetta questo momento da anni. Il clima che si respira ad Avellino è elettrico, alimentato da un passato recente che i tifosi irpini non hanno né dimenticato né perdonato.
A scaldare gli animi sono soprattutto i fantasmi del passato e alcune ferite social mai rimarginate. I tifosi biancoverdi ricordano bene le schermaglie nate dopo la promozione del Bari in B a discapito proprio dell'Avellino. I post ironici del capitano Valerio Di Cesare e i riferimenti di Pucino (che all'epoca rispose alle provocazioni irpine con il celebre commento sulle "pecore") sono ancora vivi nella memoria dei sostenitori locali.
Sui social avellinesi, il messaggio è chiaro: "Venerdì ci giochiamo l'onore. Dobbiamo ricambiare il favore, batterli e mandarli in C". Un'accoglienza "speciale" è già stata promessa a Pucino, nonostante la sua probabile assenza, a dimostrazione che il rancore sportivo va oltre i 90 minuti.
Il Bari di oggi deve sapere che venerdì non si giocherà solo la salvezza tecnica, ma dovrà difendere la dignità di una tifoseria intera contro chi sogna "i galletti allo spiedo". Sarà una battaglia di nervi prima ancora che di tattica. La squadra ha il dovere di rispondere sul campo, ricordando che certe sfide si vincono con la testa fredda e il cuore caldo.
Salvarsi ad Avellino strappando proprio agli eterni rivali nostri e dei fratelli salernitani avrebbe un sapore dolcissimo.
Cari giocatori, Fuori le palle, almeno per una volta!