CB: Monza-Bari 2-0: L'Eclissi della Dignità

Inutile parlare di schemi: quando manca l'orgoglio, resta solo il vuoto di una maglia tradita

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CB: Monza-Bari 2-0: L'Eclissi della Dignità

Non ci sarà spazio, in queste righe, per l’analisi dei moduli, per il rimpallo delle colpe su un cambio tardivo o su una diagonale difensiva letta male. Analizzare il campo oggi sarebbe un esercizio di stile vano, quasi un insulto all'intelligenza di chi osserva. Parlare di calcio inteso come gioco, di fronte allo spettacolo indecoroso del "Brianteo", è semplicemente impossibile: perché il calcio richiede un’anima, e questa squadra sembra averla smarrita tra i rimborsi spese e i silenzi imbarazzanti.

​Il 2-0 incassato a Monza non è una sconfitta sportiva; è il manifesto di un fallimento umano e professionale. In campo si è vista una compagine di maglie biancorosse svuotate di ogni senso di appartenenza, calpestate da un’apatia che fa più male di un tackle fallito. I giocatori, a cui il termine "professionista" inizia a stare stretto per eccesso di generosità, hanno mostrato una preoccupante assenza di dignità agonistica. Non c’è ferocia, non c’è l’orgoglio di chi sa di rappresentare un capoluogo, una storia, un popolo.

​Una Società senza Bussola

​Se il campo piange, il vertice non ride. La gestione societaria si sta rivelando una sequela di scelte prive di reale competenza calcistica, dove l'improvvisazione sembra essere l'unica linea guida. Si percepisce un distacco siderale tra le scrivanie e la realtà del rettangolo verde, una mancanza di visione che sta trascinando il Bari in un oblio identitario. Gestire una piazza come quella barese non è un esercizio contabile, è una responsabilità morale che richiede competenza, passione e, soprattutto, rispetto.

​Il Sacrificio dei 1090

​Proprio il rispetto è l'elemento che oggi manca totalmente. Il pensiero va ai 1090 cuori baresi che hanno risalito l'Italia, macinando chilometri con il solo carburante della fede. Gente che sottrae tempo alle famiglie e soldi ai propri risparmi per trovarsi davanti a undici spettatori non paganti in pantaloncini.

​Vedere quel settore ospiti colmo di passione venire ignorato da una prestazione così scialba è la ferita più profonda. Questi tifosi meritavano il sudore, meritavano i graffi sull'erba, meritavano di vedere gente disposta a tutto pur di onorare la trasferta. Hanno ricevuto in cambio il nulla cosmico.

​Non servono scuse, servirebbe vergogna. Ma per provare vergogna, bisogna prima avere un cuore che batte per la causa. E oggi, di battiti, non se ne sono sentiti.

Foto: Monza