Il post-partita di Padova-Bari porta con sé il volto e la voce di chi il San Nicola lo respira da una vita. Giosè Monno, pioniere delle interviste "a caldo" tra i tifosi e volto noto di Striscia la Notizia, non usa giri di parole. Lui, che ha sdoganato l'ironia con l'iconica domanda "Lei è mai stato a Troina?" durante gli anni bui della Serie D, oggi osserva il panorama attuale con la consueta schiettezza, ma con una preoccupazione che non può essere celata.
Ai microfoni di calciobarese.it, Monno analizza un punto che muove poco la classifica e lascia l'amaro in bocca.
"Se dovessi dare un valore a questo pareggio, lo definirei un brodino, un bicchiere mezzo vuoto. Il tempo purtroppo stringe e la squadra di Longo è chiamata a vincere. Non siamo più in una fase del campionato dove ci si può accontentare o dire che un punto è un viatico: le concorrenti corrono."
Il giornalista mette l'accento sui successi di Spezia, Cesena e Mantova, che trasformano il pari in terra veneta in un'occasione persa. Una visione lucida che si scontra con l'entusiasmo di chi vede segnali di ripresa in ogni piccola giocata.
"Rispetto alle uscite precedenti abbiamo visto qualcosa in più, ma accade perché siamo ormai assuefatti a una mediocrità disarmante. Bastano due occasioni e si dice che la squadra ha giocato bene, che c'è una luce nel buio. Purtroppo non è così. Il Bari deve vincere se vuole evitare la Serie C. Abbiamo racimolato appena due punti in quattro scontri diretti: di cosa stiamo parlando?"
L'analisi si sposta poi sui singoli e sulla cronica mancanza di gol che sta affliggendo il reparto offensivo biancorosso.
"I numeri parlano chiaro: Moncini è impalpabile, oggi inguardabile. Ciuni non segna manco a porta vuota. Chi deve fare il gol salvezza? In questo momento siamo appoggiati all'unico giocatore che ci mette l'anima, Rau. Vorrei che tutti avessero la sua voglia, quella cazzimma napoletana, quegli occhi che vogliono sfondare tutto. Ma purtroppo è solo."
In chiusura, Monno punta il dito verso la gestione societaria, rea di non aver colmato le lacune evidenti durante il mercato.
"L'errore maggiore è stato dei piani alti: non sono intervenuti dove serviva. Mancano gli attaccanti veri. Le responsabilità sono della proprietà e onestamente non so come si possa uscire da questa situazione."