Nel panorama del calcio dilettantistico pugliese, il nome di Lorenzo Catalano non ha bisogno di grandi presentazioni. Docente presso la scuola allenatori e tecnico di provata esperienza, Catalano sta guidando la Norba Mola con una filosofia chiara: calcio propositivo e lealtà assoluta verso il gruppo. In vista del big match di domenica 8 febbraio alle ore 16:00 contro la Virtus Palese, il Mister ha analizzato il percorso dei suoi ragazzi tra orgoglio e qualche rammarico.
"Andiamo ad affrontare una squadra forte," esordisce Catalano, riconoscendo il valore degli avversari che occupano stabilmente i vertici del Girone A di Promozione. "Se sono rimasti tra i primi due o tre posti per quasi un girone e mezzo, un motivo deve esserci per forza. Sono una compagine organizzata, allenata da un tecnico di esperienza come Maurelli; rispecchiano il loro allenatore per corsa e voglia, abbinando una tattica importante a un'ottima qualità dei singoli."
Il tecnico della Norba, però, guarda soprattutto in casa propria, dove vede una squadra che raccoglie meno di quanto semina. "Noi siamo stati molto belli da vedere, ma poco concreti. Abbiamo pagato alcuni peccati di gioventù perché la nostra è una rosa composta quasi interamente da ragazzi di belle speranze. Abbiamo peccato di inesperienza e siamo stati anche parecchio sfortunati: pali, miracoli dei portieri avversari ed errori sotto misura hanno condizionato i risultati, ma abbiamo sempre prodotto un buon calcio e di questo sono soddisfatto."
Oltre all'aspetto tattico, Catalano sottolinea l'importanza del rapporto umano costruito nello spogliatoio. "Sono felice della gestione del gruppo, i ragazzi mi seguono e non ci sono 'giocatori falsi'. Quando sono subentrato sono stato chiaro: il tempo delle bugie per me è passato da un pezzo. Non devo piacere a nessuno; il mio obiettivo è allenarli bene, farli divertire e portare a casa più punti possibili. Siamo in linea con i nostri obiettivi, anche se onestamente siamo in credito con la fortuna per quanto abbiamo dominato in diverse partite senza raccogliere i frutti sperati."
Foto Norba Mola