Caro Sindaco, abbiamo letto la dichiarazione e abbiamo visto le foto. Ma se dobbiamo dirla tutta, come si fa al bar tra tifosi veri, di sorrisi di circostanza e frasi fatte la piazza è ormai satura. Il tempo della diplomazia e dei selfie è finito nel momento in cui la pazienza dei baresi si è esaurita.
Il ruolo del Primo Cittadino non è solo istituzionale, è di tutela di un patrimonio cittadino. E allora, visto che chiediamo concretezza, ecco tre consigli pratici su cosa fare domani mattina, invece di postare sui social. Il resto, con tutto il rispetto, è fuffa.
1. Chiamare subito Aurelio De Laurentiis (e alzare la voce)
Non serve girarci intorno o parlare con gli intermediari. Il Sindaco deve alzare la cornetta e chiamare direttamente Napoli, sponda Aurelio. Il messaggio deve essere chiaro, privo di burocratese: l'attuale presidenza del Bari non è adeguata. La gestione di questi anni, e soprattutto degli ultimi mesi, ha dimostrato che serve un cambio di passo che l'attuale dirigenza non è in grado di garantire. Bari non può essere un parcheggio o una succursale. Serve dire ai De Laurentiis che la misura è colma e che la città pretende una guida capace e ambiziosa.
2. Operazione Verità: aggiornare la piazza sulle trattative
Basta con i "si dice", i "non so", i segreti di Pulcinella. Se ci sono trattative in corso, fondi interessati o cordate alla finestra, il Sindaco ha il dovere di informarsi e di informare la città. Non chiediamo i dettagli dei contratti, ma la verità. Ci sono acquirenti reali? A che punto siamo? Il silenzio alimenta solo frustrazione e teorie complottiste. Leccese deve farsi garante della trasparenza: prenda le carte, verifichi la situazione e ci dica se c'è luce in fondo al tunnel o se siamo ancora al buio.
3. Scendere in campo: cercare imprenditori direttamente
Se la proprietà non vende o non trova acquirenti, allora sia il Sindaco a muoversi. Bari è una piazza da 60.000 spettatori potenziali, un bacino commerciale enorme, una vetrina per chiunque voglia fare business nel Sud Italia. Il Sindaco non aspetti che qualcuno bussi alla sua porta: vada lui a cercare imprenditori seri, solidi, magari anche locali ma con le spalle larghe, o internazionali. Usi il peso della sua carica per attrarre investimenti veri, non avventurieri.
Caro Leccese, il Bari è una cosa seria. I tifosi meritano rispetto e azioni concrete. Mettiamo via lo smartphone e iniziamo a lavorare per il bene della biancorossa