Alla vigilia della delicata trasferta di Carrara, mister Vincenzo Vivarini si presenta in sala stampa con un mix di determinazione tattica e sincera apprensione per le dinamiche extra-campo. Il Bari si affaccia alla ripresa del campionato con il peso di un successo esterno che manca da troppo tempo e un mercato che, al momento, non sembra soddisfare le richieste del tecnico.
L'allarme mercato
Il tema caldo è inevitabilmente legato ai rinforzi. Nonostante l'arrivo di Cistana, il mister non ha usato giri di parole per descrivere il suo stato d'animo di fronte alle domande sulla sessione invernale: “Per quanto riguarda il mercato io posso dire solo che sono preoccupato. Sono preoccupato. Se sono scontento qualche motivo ci sarà”. Un segnale chiaro alla società, sottolineando come la rosa necessiti di innesti mirati per completare quello che lui definisce un "mosaico" ancora incompleto, specialmente a centrocampo dove le rotazioni sono ridotte all'osso.
Addii e nuovi leader
Vivarini ha poi chiarito la situazione di alcuni singoli, confermando che il ciclo di Francesco Vicari a Bari è da considerarsi concluso: “Vicari ha dato tantissimo per il Bari, ma secondo me qui ha chiuso un ciclo. Deve cambiare squadra perché deve andare ad adattarsi ad altre situazioni”. Con il difensore ormai ai margini, i gradi di capitano passano definitivamente a Raffaele Pucino, chiamato a compattare uno spogliatoio che deve ritrovare serenità e unità d'intenti.
La sfida di Carrara
Sul piano agonistico, la partita contro la Carrarese rappresenta un bivio fondamentale per la stagione. Il tecnico chiede ai suoi una trasformazione mentale profonda: “Siamo in una fase del campionato dove può succedere di tutto: se non facciamo punti in questo mese è un problema importante. In Serie B, se abbassi l'attenzione e ti ritrovi in zone di classifica delicate, poi è difficile venirne fuori. A Carrara dovremo battagliare un bel po'”.
Mentalità e giovani
Nonostante le difficoltà, Vivarini prova a guardare il bicchiere mezzo pieno, lodando l'applicazione dei suoi ragazzi durante la sosta e aprendo alla possibilità di lanciare stabilmente i giovani più energici della rosa: “Dobbiamo avere la forza di giocarci tutte le partite a viso aperto, con la voglia e la cattiveria di svoltare quell'impasse mentale che avevamo. Ci vuole grandissima motivazione e i giovani hanno queste caratteristiche: energia e voglia di rincorrere”.
Il Bari è dunque chiamato a una prova di carattere. In un clima di attesa per i movimenti societari, la parola passa al campo: solo una prestazione di "cattiveria agonistica" potrà regalare ai tifosi biancorossi quella vittoria in trasferta che ormai è diventata un tabù da sfatare.
Foto: SSC BARI